Una pluralità di artisti ha suonato al Festival dei Boschi o per accompagnare i balli o per animare la serata del sabato.
Ricordiamo in particolare artisti locali come il polistrumentista Carlo Ormea in ensemble con altri così come il virtuoso del violino Sergio Caputo nella formazione degli Oggitani o in altre formazioni come quella dei Kokallà (che coinvolge percussionisti africani) o il basso di Christian Gullone, anche lui con altri, a volte anche con il nostro socio e cantautore Paolo Lizzadro. Paolo Lizzadro ha pure suonato con i percussionisti Lorenzo Viale e Fabio Berto.
E nel campo della musica celtica/irlandese ma anche con sconfinamenti occitani presente è venuto il contributo del Ponente Folk Legacy con chitarra, flauto e cornamusa oltre alle arpiste Claudia Murachelli e Marcella Grossi. Nel tempo non sono mancati punti musicali con due elementi quali il flauto e l’arpa sempre per coprire le sonorità celtiche, così la presenza di vari tamburelli per i ritmi folk mediterranei.
Una band al femminile presente al Festival è quella delle “Tre sorelle” costituita da elementi locali e altri provenienti da fuori regione con chitarra, fisarmonica e tamburello.
L’avvicinamento del folk ha visto un anno la partecipazione della formazione romagnola “La carampana” che supporta e allarga la conoscenza di balli popolari così come il “Duo Lizzadria” ancora con Paolo Lizzadro e Giorgia Vaglio.
Un anno si è sconfinato sul jazz manouche (jazz rivisitato da musicisti gitani come Django Reinhardt) con Federico Bruccoleri e un anno si è portata musica popolare con soli fiati della marching band “John Birks Orchestra”.

