San Romolo è frazione di Sanremo direttamente alle spalle della città. La sua storia è molto antica tra gli incastellamenti preistorici di monte Bignone e monte Caggio. Deve il suo toponimo a Romolo, cristianizzatore dell’area che sceglie nel Tardo Antico di concludere i suoi giorni in un eremo sul quale sorge ora la Chiesa parrocchiale.
Dalla nascita del Comune di Sanremo con Statuti scritti (1367) l’area diventa luogo ufficiale di legnatico per ogni capo-famiglia di Sanremo. Tale attività prosegue fino a fine ‘800 quando arriva il carbone in città e termina la possibilità di raccogliere legna per il riscaldamento.
Il taglio del bosco ha creato nei secoli il Prato di Sanremo, dove si svolge il Festival dei Boschi.
Il bosco nativo è fatto di latifoglie, castagni soprattutto, un lato breve del Prato ad ovest ha araucarie non native portate dall’agronomo padre di Italo Calvino. Su un lato del Prato è visibile un castagno storico, di oltre 700 anni.
A fine ‘800 una strada carrozzabile raggiungeva il Prato dal centro città, perché prospiciente al Prato il sen. Marsaglia notabile di Sanremo, sindaco che si è intestato l’arrivo dell’acqua potabile nelle case, si era fatto costruire una villa con parco e casa per custodi.
Negli anni ’30 quando era stata costruita la funivia Sanremo – Monte Bignone, sul Prato c’era una fermata della funivia. Nell’area sono state costruite le cosiddette ‘casermette’ a metà strada tra abitazioni civili e militari.
Questo luogo, non già così denso di storia, è stato area di azione della Brigata Garibaldi, formazione partigiana.
Nell’ultimo anno di guerra, il Prato era stato diviso in lotti e diversi cittadini avevano piantato i cosiddetti ‘orti di guerra’. Durante la guerra villa Marsaglia era stata occupata dai Tedeschi. L’uccisione di un Tedesco da parte dei partigiani ha portato ad una rappresaglia con la morte di x abitanti della contrada e deportazione in Germania di altri.
Con l’arrivo degli Americani Villa Marsaglia è stata nuovamente occupata e è occorso un episodio di stupro di due ragazze di Bevino, poi trasferitesi in provincia di Savona.
Come già dagli anni ’30, nel senso che dopoguerra San Romolo si è rinforzato come luogo della gita fuori porta e punto di passaggio del rally Riviera dei fiori. Ultimamente è divenuto nodo del turismo ciclopedonale.
Questa storia così ispirante è stata volutamente scelta per essere cornice e parte del Festival dei Boschi.

